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Sanità, nuovo nomenclatore tariffario: l'allarme UAP su prestazioni e liste d'attesa

Il nuovo nomenclatore rischia di tradursi in meno prestazioni e liste d'attesa più lunghe: su 2.040 tariffe esaminate, 1.591 non registrano alcun aumento.
Il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale e della protesica rischia di tradursi in meno prestazioni, meno offerta e liste d'attesa ancora più lunghe. È l'allarme lanciato dall'Uap, l'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, che questa mattina a Roma ha presentato i propri dati sul decreto destinato a entrare in vigore il 21 settembre.
Secondo l'analisi dell'associazione, su 2.040 tariffe esaminate, 1.591, pari al 78%, non registrano alcun aumento. Altre 448 vengono invece incrementate, ma per 156 di queste l'aumento è comunque inferiore all'inflazione maturata dal novembre 2024. Il risultato è che 1.748 prestazioni su 2.040, l'85,7% del totale, avrebbero una tariffa nel luglio 2026 inferiore a quella che si sarebbe ottenuta semplicemente rivalutando con l'inflazione il valore del novembre 2024.
«Tariffe sotto i costi, pazienti in coda». A guidare la protesta è la presidente dell'Uap Mariastella Giorlandino, che chiede una revisione urgente del provvedimento. «Le tariffe devono consentire di erogare le cure», è il punto di partenza della sua proposta, con valori costruiti sui costi reali delle prestazioni, dati verificabili e aggiornamenti periodici.
Il timore è che tariffe non sufficienti a coprire i costi spingano molte strutture private accreditate a ridurre o interrompere alcune prestazioni, con milioni di pazienti che potrebbero riversarsi sulle strutture pubbliche, aggravando le liste d'attesa. Nel 2024 la componente privata ha garantito il 28 per cento dei ricoveri del Ssn, circa 2,2 milioni su oltre 7,7 milioni complessivi; nella specialistica ambulatoriale, dato 2023, la quota privata è del 36,2 per cento delle prestazioni.
Per Giorlandino il punto non è sostituire il pubblico con il privato, ma costruire una rete nella quale le due componenti siano integrate e coordinate da una forte regia pubblica. A moderare l'incontro, organizzato al CEOforLIFE Clubhouse di piazza Monte Citorio, è stata Maria Grazia Cucinotta.