Panorama della Sanità
Sanità privata accreditata, FederAnisap e Uap: «Nuove tariffe insufficienti, a rischio strutture e accesso alle cure»

Le associazioni sulla bozza del nuovo Tariffario: «Aumenti parziali e insufficienti, a rischio la tenuta delle strutture e l'accesso alle cure per le famiglie. Possibile mobilitazione».
Nel corso di un incontro stampa a Roma, in vista del 21 settembre 2026, data ufficiale in cui entreranno in vigore le nuove tariffe nazionali per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica, FederANISAP e UAP, in rappresentanza della sanità privata accreditata al Servizio Sanitario Nazionale, hanno espresso profonda preoccupazione sull'impatto economico del nuovo provvedimento ministeriale, la cui bozza è stata resa nota nello scorso luglio.
Nonostante il lungo iter segnato da contenziosi amministrativi e dal recente via libera agli adeguamenti dei rimborsi, la realtà contabile denuncia criticità strutturali che rischiano di mettere in ginocchio centinaia di centri convenzionati in tutta Italia.
L'analisi svolta dalle associazioni evidenzia l'insufficienza dei correttivi adottati: mettendo a confronto 2.040 prestazioni con la rivalutazione dell'inflazione ISTAT (pari a circa il +4,2%), emerge che 1.591 tariffe (il 78%) sono rimaste congelate. Tra le 448 aumentate, 156 crescono meno dell'inflazione. Complessivamente, 1.748 tariffe su 2.040 (l'85,7%) risultano inferiori al valore che avrebbero raggiunto con il semplice recupero dell'inflazione, mentre la variazione mediana sull'intero nomenclatore è pari a zero.
Accanto all'inadeguatezza dei rimborsi, FederANISAP solleva la questione delle anomalie territoriali legate al vincolo delle 200.000 prestazioni per la Patologia Clinica, soglia rigida che penalizza i piccoli e medi centri. A ciò si aggiunge il totale stallo sulla Terapia Fisica e Riabilitativa, ancora priva di un tavolo di confronto istituzionale con Ministero e Regioni.
«In vista della scadenza del 21 settembre – dichiara Valter Rufini, presidente FederANISAP – chiediamo con urgenza l'apertura di un apposito tavolo permanente di crisi e confronto con il Ministero della Salute e la Conferenza Stato-Regioni per pianificare una revisione periodica e trasparente dei prezzi, analizzando il costo effettivo delle prestazioni per costruire una base tariffaria attendibile, da indicizzare annualmente. In assenza di interventi correttivi tempestivi, saremo costretti a una forte mobilitazione a tutela delle imprese sanitarie territoriali, dell'occupazione del comparto e del diritto costituzionale alla salute per tutti i cittadini».