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Sanità, tariffe sotto accusa: l'85,7% non recupera neppure l'inflazione

Tariffe costruite sui costi effettivi delle singole prestazioni, aggiornamenti periodici e maggiore integrazione tra strutture pubbliche e private accreditate: le richieste della UAP al CEOforLIFE Clubhouse di Roma.
Tariffe costruite sui costi effettivi delle singole prestazioni, aggiornamenti periodici e una maggiore integrazione tra strutture pubbliche e private accreditate. Sono le richieste avanzate dalla UAP, Unione nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, nel corso della conferenza stampa “Non due sanità. Un solo diritto alla cura”, organizzata a Roma al CEOforLIFE Clubhouse di Piazza Monte Citorio e moderata da Maria Grazia Cucinotta.
Dopo l'annullamento da parte del TAR Lazio del precedente decreto del 25 novembre 2024, l'associazione chiede che il nuovo procedimento consenta di ricostruire in maniera analitica e verificabile il costo delle singole prestazioni. Secondo UAP, l'utilizzo di valori aggregati riferiti a gruppi di prestazioni può nascondere squilibri significativi: una prestazione sottostimata potrebbe essere compensata statisticamente da un'altra maggiormente valorizzata, senza che questo significhi che entrambe siano economicamente sostenibili. Da qui il principio sintetizzato con la formula: «Una media non è una prestazione».
Marino (Unindustria): «Il problema riguarda anche la sanità pubblica»
«Se una tariffa non è remunerativa rispetto a una prestazione, nel caso del pubblico crea problemi di bilancio, mentre nel caso del privato non consente di erogare la prestazione a quelle condizioni», ha spiegato Luca Marino, vicepresidente della sezione Sanità di Unindustria. Il rischio indicato è quello di una progressiva riduzione dell'offerta disponibile e di un ulteriore aggravamento delle liste d'attesa. Marino ha citato l'esempio di una visita specialistica remunerata 26 euro, cifra all'interno della quale devono trovare spazio non soltanto il compenso del medico, ma anche consumabili, organizzazione, energia e gli altri costi di gestione della struttura.
Il peso del privato accreditato
«Il privato accreditato è parte della rete del Servizio sanitario nazionale: integra il pubblico, non lo sostituisce», ha sottolineato Giorlandino. Nel 2024 la componente privata avrebbe garantito il 28% dei ricoveri del SSN, circa 2,2 milioni su oltre 7,7 milioni complessivi, con una valorizzazione di circa 10 miliardi di euro sui 56,5 miliardi complessivi. Nella specialistica ambulatoriale, sulla base dei dati 2023, la componente privata avrebbe erogato il 36,2% delle prestazioni, oltre 291 milioni su più di 804 milioni, per una valorizzazione pari a 4,77 miliardi sui 12,75 miliardi complessivi.
Liste d'attesa e prevenzione
Sul tema della prevenzione è intervenuta Maria Grazia Cucinotta, che ha richiamato le testimonianze di cittadini alle prese con liste d'attesa molto lunghe o con l'esaurimento dei budget disponibili. «Chi si ammala non sceglie di esserlo e va tutelato. Bisogna dare l'opportunità a tutti i cittadini di fare controlli e prevenzione, perché la prevenzione salva la vita, ma devono poterla fare», ha sottolineato.
La proposta: aggiornamenti annuali e revisione periodica
UAP propone una base determinata analiticamente sui costi delle singole prestazioni, un aggiornamento annuale collegato a un indice ufficiale e revisioni strutturali periodiche. FederAnisap ha chiesto l'apertura di un tavolo permanente di confronto con il ministero della Salute e la Conferenza Stato-Regioni.
«Non chiediamo di sostituire il pubblico con il privato», ha concluso Giorlandino. «Chiediamo un Servizio sanitario nazionale più forte, nel quale il pubblico eserciti pienamente la propria responsabilità di guida e utilizzi in modo intelligente tutte le capacità che fanno parte del sistema». Il messaggio è sintetizzato in una formula: «Pubblico + privato accreditato = Servizio sanitario nazionale. Un solo sistema, un solo diritto alla cura».