Il Tempo
«Si rischia una sanità a due velocità». L'allarme del presidente Uap Giorlandino

Giorlandino: «Mentre a centinaia di strutture accreditate si dice che le risorse non bastano, il Ministero trova 60 milioni per un solo soggetto. Servono criteri trasparenti e pari opportunità».
ROMA, 11 SETTEMBRE 2026 – «Da tempo alle strutture private accreditate viene spiegato che le risorse disponibili sono limitate. Poi il Ministero dell'Economia e delle Finanze riesce a mettere a disposizione 60 milioni di euro per otto progetti del Policlinico A. Gemelli», con decreto dello scorso 7 agosto per l'«assegnazione del fondo a favore delle amministrazioni centrali dello Stato». E il presidente dell'Uap, Mariastella Giorlandino, chiede: «Secondo quali criteri sono state individuate e assegnate queste risorse».
«È proprio questo che non riusciamo a spiegarci. Mentre il finanziamento pubblico per la sanità si riduce e a centinaia di strutture accreditate si dice che le risorse non bastano nemmeno per adeguare le tariffe ai costi reali, il Ministero trova 60 milioni di euro per un solo soggetto».
Quale passo avete fatto come associazione?
«Abbiamo chiesto formalmente che vengano resi noti i criteri e le valutazioni che hanno portato a questa assegnazione, e perché non sia stata prevista una misura analoga per tutte le altre strutture».
Il problema è lo stanziamento di fondi al Gemelli?
«No, assolutamente. Parliamo di un'eccellenza della sanità italiana, una struttura privata accreditata con il Servizio sanitario nazionale, e questo nessuno lo mette in discussione. Il problema è capire perché, mentre a centinaia di strutture accreditate si dice che i soldi non ci sono, per un unico soggetto le risorse si trovano».
In questo caso, di quali tempi stiamo parlando?
«La richiesta è datata 6 agosto 2026, il decreto di concessione è del 7 agosto. Non significa necessariamente che l'intera istruttoria si sia svolta in un giorno, ma va reso trasparente tutto ciò che è avvenuto prima».
Teme una sanità a due velocità?
«Sì, è il rischio concreto. Tutte le strutture accreditate partecipano al Servizio sanitario nazionale, tutte garantiscono prestazioni ai cittadini e subiscono l'aumento dei costi. Non è sostenibile che alcune beneficino di investimenti straordinari milionari mentre ad altre si dice che le risorse sono esaurite. La sanità non può vivere di eccezioni singole: servono criteri trasparenti, pari opportunità e una vera politica di sistema».