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Uap: manifestazione a Roma per il Nomenclatore e liste d'attesa

Nuovo allarme della Federcardio a tutela dei cittadini e della sostenibilità economica delle imprese del settore della sanità privata accreditata in vista della manifestazione nazionale di protesta promossa dall'Uap a Roma contro il nuovo 'nomenclatore tariffario'.
Nuovo allarme della Federcardio a tutela dei cittadini e della sostenibilità economica delle imprese del settore della sanità privata accreditata, in vista della manifestazione nazionale di protesta promossa dall'Uap a Roma contro il nuovo «nomenclatore tariffario». Il presidente Leonardo Di Maggio chiede immediate modifiche alle tariffe nazionali per il settore e rilancia la proposta alla Regione Campania per aiutare il sistema nel suo complesso.
Tutelare i cittadini, ridurre le liste di attesa e contribuire alla sostenibilità economica delle imprese: è l'obiettivo che Leonardo Di Maggio, presidente della Federcardio, ha fissato nel corso della protesta contro il nuovo nomenclatore tariffario imposto alle strutture di sanità privata accreditata, che prevede che vengano rimborsate le prestazioni garantite dalle strutture sanitarie per conto del Servizio Sanitario Nazionale. L'aggiornamento riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale (dalle visite agli esami diagnostici) e 222 codici.
La novità non soddisfa gli operatori. Per questo, domani 9 settembre, a Roma ci sarà la manifestazione di protesta dell'Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata e di tutte le associazioni.
«Anche il settore della cardiologia risulta uno dei più penalizzati e perciò interveniamo in questa battaglia» dice Di Maggio, secondo il quale è inaccettabile che una visita specialistica cardiologica di controllo costi 5,85 euro. «Chiediamo l'eliminazione della prestazione 89.01.3 (Visita cardiologica di controllo, incluso ECG 89.52) dal nomenclatore tariffario e la modifica della prestazione 89.7A.3 (Prima visita cardiologica, incluso ECG 89.52) cancellando la parola "Prima"» aggiunge Di Maggio, che è anche vice presidente di Confesercenti Salute.
«Per quanto riguarda la Campania – evidenzia Di Maggio – Federcardio aveva proposto alla Regione di collaborare per ridurre le liste d'attesa ma non ha avuto finora riscontro. I cardiologi sono sempre pronti a collaborare con l'ente per sciogliere il nodo delle lunghe liste d'attesa. Come? Offrendo prestazioni cardiologiche nei propri ambulatori per classi di priorità Urgenti (U) e Brevi (B) per evitare la corsa ai Pronto Soccorso. Tutto tramite impegnativa del medico generico che prenota le visite sul Cup Regionale verificando le prime disponibilità utili».
Di Maggio rilancia le proposte di Federcardio in vista della protesta nazionale delle imprese del settore contro il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale e della protesica. Servono modifiche urgenti secondo l'Uap (Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata), che ha organizzato per domani una conferenza stampa (ore 11 al CEOforLIFE Clubhouse, Piazza di Montecitorio) e un'iniziativa di protesta nella Capitale. Saranno numerosi i rappresentanti della sanità privata accreditata che parteciperanno all'evento per dimostrare le proprie difficoltà in tutti i Comuni italiani. L'iniziativa, guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino, mira a denunciare pubblicamente il testo del nuovo «Decreto Tariffe».
Nonostante il via libera della Conferenza Stato-Regioni e l'entrata in vigore fissata per il 21 settembre, l'Uap contesta le modalità istruttorie e il fatto che i rimborsi proposti non coprirebbero i costi reali delle prestazioni. Secondo l'associazione, l'adeguamento al ribasso o inadeguato di molte tariffe rischia di mettere in crisi le strutture sanitarie private accreditate, con conseguente travaso di milioni di pazienti sul sistema pubblico e allungamento delle liste d'attesa. «Se pubblico e privato investono entrambi in personale, tecnologie e strutture – ha detto Giorlandino – ma vengono programmati separatamente, sprechiamo capacità mentre il cittadino aspetta. Questa non è difesa del privato: è buona amministrazione della sanità pubblica».